Parchi, Oasi, Parchi Naturali

 

Parchi, Oasi Naturali, Boschi

   


 

 

 

 

 

 

 

 


I Parchi di Mestre: San Giuliano e Bissuola


Il Piano Guida del Parco San Giuliano approvato dall''Amministrazione comunale il 19 Gennaio 1996 interessa un''area di 700 ettari di cui 475 ettari di terreno e 225 ettari di canali, barene e laguna. L''area che il giorno 8 maggio è stata aperta al pubblico ha una superficie di 74 ettari ed è suddivisa in Lotto A2 per 12.4 ettari e Lotto B1 ( escluso il futuro Polo Nautico ) per 61.6 ettari.

Il Parco Albanese di Bissuola interessa un''area di 33 ettari di cui 21 ettari di impianti prativi restante 12 ettari di aree a bosco e superfici pavimentate (piazzali, vialetti, superfici da gioco ecc.) e superfici acquee.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Bosco di Mestre

L’idea di dotare Mestre di un grande bosco periurbano nasce negli anni ’80, nell’ambito dell’Azienda Regionale delle Foreste, di cui Gaetano Zorzetto era consigliere. Contrapponendosi, nel 1984, alla proposta di costruire il nuovo ospedale vicino al boschetto di Carpendo, il movimento ambientalista ottiene l’impianto, da parte dell’ARF, del nuovo Bosco di Carpendo, cui seguirà il Bosco dell’Osellino.
Il PALAV (Piano di Area per la LAguna di Venezia), approvato dal Consiglio Regionale nel 1991 individua ad est di Mestre un’area di circa 1000 ettari su cui realizzare il Bosco di Mestre.
Nel 1992 la Regione Veneto, responsabile per il disinquinamento della Laguna in base alla legislazione speciale per Venezia, riconosce l’azione depurativa che gli alberi esercitano sui corsi d’acqua e destina al Bosco di Mestre un cospicuo finanziamento. Altri finanziamenti, erogati dalla Regione per incentivare la forestazione di aree agricole, vengono utilizzati da alcuni proprietari, tra cui la Fondazione Scientifica Querini Stampalia che pianta 20 ettari: nascono così alcuni nuclei boscati su aree private.
Un vasto movimento di opinione, guidato in particolare dai club service di Mestre, mantiene viva l’idea del Bosco presso la cittadinanza: questo movimento darà vita, nel 2001, all’Associazione per il Bosco di Mestre.
Tra il 1995 ed il 1999 il Comune di Venezia si dota di un nuovo Piano Regolatore Generale, che prevede 1.200 ettari di Bosco, in parte pubblico in parte privato, quest’ultimo reso conveniente da appositi incentivi urbanistici. Dal 2005, con l’approvazione regionale, il Piano Regolatore è entrato in vigore.
Dal 2001 il Comune di Venezia attiva un apposito ufficio, dedicato alla promozione del Bosco, al quale destina il 20 per cento dei proventi ricavati dalla nuova edificazione (oneri di urbanizzazione secondaria). Nel 2005 l’ufficio viene trasformato in Istituzione per il Bosco di Mestre. La Immobiliare Veneziana mette a disposizione un’area di circa 7 ha a Campalto, per farne un bosco aperto al pubblico su progetto di A. Kipar.
Nel 2003 il Comune acquisisce dalla Fondazione Querini Stampalia l’usufrutto trentennale di 200 ettari di terreno agricolo, per farne un bosco aperto al pubblico.
Nel 2004 il Consiglio Comunale approva il Piano Guida per la sistemazione a bosco delle aree Querini e ne inizia la realizzazione, insieme a quella di una rete di percorsi naturalistici ciclabili nel verde, che colleghino il Bosco alla città.
Continua intanto l’opera di promozione del Bosco presso i privati, attraverso iniziative di comunicazione rivolte agli agricoltori e di promozione di attività complementari, utili ad aumentare la convenienza per i privati a realizzare il bosc

 

 

 
 

 

 

Parco della Laguna L''Istituzione Parco della Laguna è uno strumento di gestione per il territorio lagunare.
 
I beni affidati all''Istituzione sono:

Tenuta Scarpa Volo
Isola dei Laghi
Forte Mazzorbetto
Ridotto S. Erasmo
Isola Lazzaretto Nuovo
Isola della Certosa
Torre Massimiliana 

 
 
Oasi di Ca'' Roman e Alberoni

Le aree di Alberoni e Ca'' Roman sono tra i biotopi litoranei più significativi della costa Alto-Adriatica, designate Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e individuate quali Oasi faunistiche provinciali dal Piano faunistico-venatorio della Provincia di Venezia, ai sensi della L.R del Veneto 9/12/1993 n. 50. Questi territori, pertanto, costituiscono ambienti di notevole interesse ecologico-naturalistico dove sono tuttora presenti e ben conservate le tipiche biocenosi litoranee e che risultano di notevole importanza per la sosta e lo svernamento di uccelli coloniali come il Fratino (Charadrius alexandrinus) ed il Fraticello (Sterna albifrons) e di molte specie rare e minacciate di uccelli migratori. Tuttavia, l''utilizzo dei litorali per la balneazione e l''accesso non autorizzato di mezzi motorizzati danneggia in modo irreversibile l''ambiente e disturba le specie faunistiche presenti nell''area, soprattutto nel periodo riproduttivo.
 

 

 

 

 

 

 

Parco Naturale delle Dolomiti d'' Ampezzo

Nato con il consenso dell''Assemblea generale dei Regolieri, il Parco è stato affidato in gestione dalla Regione alla Comunanza delle Regole d''Ampezzo "in virtù della specificità delle forme antiche di gestione del patrimonio naturale ampezzano, da esse conservato e tutelato per centinaia di anni". L''istituzione del Parco ha notevolmente incentivato le attività culturali e scientifiche, nonché la valorizzazione del territorio e della cultura ampezzana.
L''area protetta si configura a forma di cuneo con due diramazioni laterali e confina verso nord con il parco altoatesino di Fanes, Senes e Braies. I territori del Parco sono omogenei dal punto di vista dell''uso del suolo, in quanto su di essi non sono presenti insediamenti abitativi e attrezzature per lo sci alpino.
Ciò ha facilitato notevolmente la zonizzazione, che distingue esclusivamente aree a destinazione silvo-pastorale - ove sono comprese malghe e boschi soggetti a normale gestione forestale - ed aree a riserva naturale; in quest''ultimo ambito, nelle zone più integre e pregevoli, sono state individuate 9 riserve integrali e 11 riserve orientate, che coprono il 25% dell''area protetta. Il Parco è stato riconosciuto dalla Comunità Europea come sito di importanza comunitaria.
Le vie di accesso ed attraversamento a servizio dei visitatori sono numerose e differenziate; dalle strade di grande comunicazione che conducono ai valichi di Falzarego, Cimabanche e Tre Croci si dipartono decine di piste forestali e di sentieri, la cui rete complessiva supera i 300 chilometri di sviluppo. Fra i percorsi turistici sono da annoverare anche 8 vie ferrate e 6 sentieri attrezzati, alcuni dei quali sono ciò che rimane dei grandi camminamenti della Grande Guerra.

I rifugi alpini situati nel Parco o nelle immediate vicinanze sono 11; sui massicci del Lagazuoi, della Tofana e del Cristallo sono in funzione anche in estate impianti di risalita che consentono buoni avvicinamenti in quota, mentre sulla strada di accesso a Malga ra Stua, nel gruppo della Croda Rossa, è in attività un servizio di trasporto pubblico di nav

 

 
 

 

Parco Naturale del fiume Sile

 

Il Parco Naturale del Sile sorge lungo il tracciato di questo unico e particolare fiume di risorgiva.

Il fiume Sile nasce a a Casa Corba, frazione di Vedelago (in provincia di Treviso), compie un percorso di 95 km per sfociare nella laguna di Venezia ed infine nel mar Adriatico.

Si tratta del fiume di risorgiva più lungo del mondo: considerata la sua portata costante è da sempre stato il luogo ideale per l''insediamento dei mulini e strada ottimale per i commerci.

A partire dalle sorgenti fino ad arrivare all''Oasi di Cervara troviamo un ecosistema unico che conta numerosi piccoli animali ma anche piante acquatiche, canneti, arbusti ed anche vegetazione forestale: luogo ideale per respirare la natura godendosi una passeggiata lungo gli argini o un''escursione in barca.

 
 

Parco Regionale Veneto del Delta del Po

 

Detto il "dolce gigante", il Po, il fiume più lungo d''Italia, con i suoi 650 chilometri attraversa la Pianura Padana fino all''Adriatico, dove sfocia a delta, dando vita ad una delle più vaste zone umide europee e del Mediterraneo.

Proteso nel mare come un triangolo con l''asse sul ramo centrale del Po di Venezia, il Delta del Po è la porzione di territorio più giovane d''Italia. Infatti, quella caratteristica sporgenza della parte alta dello Stivale italiano ha iniziato a formarsi poco meno di 400 anni fa ed è in continua evoluzione.

Gestito dall''Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, questo parco è stato istituito nel 1997 e, all''interno della sua superficie di 12.592 ettari, comprende numerosi comuni della provicia di Rovigo: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po.

Gli amanti del maestoso silenzio offerto dalla natura non possonono perdersi le immense pinete, gli specchi vallivi baciati dal sole e gli spaziosi litorali dove domina una quiete quasi irreale.
Questo meraviglioso angolo del mondo è degno di essere considerato anche il luogo ideale per tutti gli appassionarti di birdwatching che qui potranno facilmente ammirare la numerosa avifauna immersa nel proprio ambiente naturale

 
 

Parco regionale dei Colli Euganei

A pochi chilometri da Padova c''è un territorio di grande bellezza e fascino, un paesaggio che l''uomo abitò sin dall''antichità impreziosendolo con un''eredità storica e culturale conservata sino ai nostri giorni.
Un ambiente unico, di origine vulcanica, che gode di un clima particolare e della presenza di benefiche risorse termali.
Terre celebrate da grandi poeti e scrittori come il Petrarca, Ugo Foscolo, Gabriele d''Annunzio, Dino Buzzati e Antonio Fogazzaro.

Per tutelare questo territorio, nell''ottobre del 1989 fu istituito il Parco Regionale dei Colli Euganei, il primo del Veneto: oltre 18 mila ettari nei quali la rigogliosa natura, le testimonianze del passato, la tradizione all''ospitalità, la salubrità delle terme, la ricchezza dell''agricoltura e dei prodotti tipici compongono un insieme irripetibile.

Il territorio del Parco Regionale dei Colli Euganei comprende 15 comuni che al pregio ambientale uniscono un ricco patrimonio storico, artistico e culturale.
Le testimonianze più antiche sono databili al Paleolitico, ma altrettanto importanti sono quelle di epoca medievale (con fortificazioni, pievi e corti) e rinascimentale (con le splendide dimore fatte costruire dai nobili veneziani).

 
 

Parco regionale naturale della Lessinia

Il Parco Naturale Regionale, gestito dalla Comunità Montana della Lessinia, è stato istituito nel 1990, con lo scopo di tutelare il ricco patrimonio naturalistico, ambientale, storico ed etnico del territorio veronese e copre un''area di oltre 10.000 ettari.

Ha nelle particolarità geologiche e nei paesaggi che da esse conseguono la sua più forte connotazione: doline, grotte, ponti naturali, sono fenomeni di grande interesse scientifico che offrono al visitatore incantevoli visioni.
Di rilievo sono i giacimenti fossiliferi, gli aspetti vegetazionali e faunistici.

Si stende sugli alti pascoli, nella parte più settentrionale della Lessinia, tra i 1.200 e 1.800 m, evidenziando l''importanza dell''altipiano dove dal XIII secolo si insediarono le comunità cimbre di lingua bavaro-tirolese.
Esso comprende il territorio di 13 comuni, di cui però, solo 10 fanno parte della Lessinia.
I restanti 3 invece, non sono compresi nel territorio della Comunità montana.

 

 

Fonte: Comune di Venezia

Fonte : Parchi di Mestre

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